E' ora di ripensare agli spazi di apprendimento

In una società in continua evoluzione e che gli gli studiosi definiscono la società della conoscenza, si delinea sempre con maggiore forza la distanza tra le proposte in ambito di formazione e le pratiche sociali che contraddistinguono la società moderna.

Gli spazi richiesti per svolgere percorsi di formazione autorizzati da Enti Locali, finanziati da Fondi di natura pubblica e per attività in ambito di sicurezza sui luoghi di lavoro sono rimasti gli stessi da decenni, non seguendo i cambiamenti del mercato, le esigenze della formazione e di quelle dei formatori. Così facendo:

- i partecipanti ad un corso di formazione ancora si attendono aule con postazioni singole dotate di sedie e possibilità di appoggio,
- i formatori pretenderanno una scrivania, un proiettore, una lavagna e la possibilità di accomodarsi.

Di conseguenza i fornitori dello spazio da destinare alla formazione, rispettando quanto d’obbligo nel caso di accreditamenti e/o certificazioni, delle indicazioni dei consulenti e degli input del mercato continuano a dare mandato per creare “aule tradizionali” con disposizione delle sedie in linea e arredi fissi.

Il tradizionale metodo didattico di tipo trasmissivo è ormai fuori tempo: gli allievi sono profondamente cambiati da quelli del secolo scorso. Il contesto non è più lo stesso, si sono diffuse le tecnologie e i linguaggi digitali, sono cambiati gli interessi e le curiosità. Per coinvolgere i partecipanti occorre un ambiente di apprendimento “nuovo” in cui l’infrastruttura sia completamente ripensata e trasformata.

La necessità è quella di vedere “l’aula” come uno “spazio di apprendimento” in cui la formazione frontale ne è solo una parte. Un ambiente in cui ci sarà la possibilità di effettuare prove pratiche, di disporsi nei modi più vari, di avere spazi modulari con la possibilità di lavorare in gruppo, ottenendo così uno spazio flessibile, abitabile e in grado di accogliere in ogni momento le persone, sfruttando al massimo la funzionalità ma garantendo comfort e benessere.

Pensiamo di entrare in un’aula dove non è presente un tavolo per il formatore, in cui le sedie non siano disposte in modo geometrico e in cui siano previsti tra cui uno relax, uno per parlare e uno per stare in silenzio. Per accompagnare questi processi di innovazione occorre coinvolgere i docenti e i fornitori degli spazi per i percorsi di formazione in un percorso di avvicinamento e di orientamento per dare loro la possibilità, nel primo caso, di strutturare dei percorsi in spazi completamente ridisegnati e, nel caso dei fornitori, ripensare agli spazi con interventi strutturali.

Manuel Diana

Progettista di Formazione

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