A ciascuno il suo Welfare.

Welfare o Welfare State è il sistema sociale volto a garantire a tutti i cittadini la fruizione dei servizi sociali ritenuti indispensabili o più in generale comprende qualsiasi iniziativa finalizzata alla sicurezza e il benessere dei cittadini.

Nelle aziende si parla di Welfare da anni ma oggi il tema sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella definizione di modelli organizzativi che puntano alla tutela del capitale umano (patrimonio strategico aziendale) per favorire l’innovazione e la competizione. 

Quindi il welfare come strumento di benessere per lavoratori e imprese.

In cosa consiste?

Nel riconoscere ai lavoratori beni, servizi, prestazioni, opere, somme o contributi di utilità e benessere personale e sociale che rientrano principalmente in tre macro aree di intervento:

- Previdenza e assistenza sociale, come ad esempio la sottoscrizione di una polizza sanitaria integrativa per i lavoratori e i familiari o l’iscrizione a forme pensionistiche integrative;

- Miglioramento delle condizioni normative, come l’introduzione di forme integrative a  supporto della genitorialità o di condizioni particolarmente svantaggiate;

- Servizi aziendali. Ci sono tantissimi esempi come l’asilo aziendale, il carrello della spesa, cure termali, mensa, borse di studio e quant’altro. Principalmente i servizi e le convenzioni aziendali si suddividono in interventi di educazione, salute, sostegno al reddito, cura, tempo libero, conciliazione dei tempi.

Ma cosa significa “fare welfare”? 

Ecco, partiamo proprio dall’espressione… “fare welfare”… che molti utilizzano e che a me suggerisce fin da subito un approccio superficiale e improvvisato alla materia.

Molte aziende identificano nel welfare il riconoscimento di ticket restaurant o di forme previdenziali e assistenziali contrattuali. Certamente, sono anch’essi forme di welfare ma “attivare un piano di welfare” ha in sé tutto un altro significato. La sola parola piano presuppone una strategia da definire e da implementare.

Come?

Seguendo un processo strutturato e organizzato suddiviso in cinque fasi:

1. Progettazione

Il primo passaggio consiste nel definire con chiarezza le finalità del piano di welfare in relazione agli obiettivi aziendali specifici, le tempistiche di realizzazione, le fonti di regolazione, le risorse coinvolte nel processo, il limite di budget, gli strumenti e così via.

2. Analisi

Alla base di un buon piano di welfare c’è la conoscenza profonda della popolazione aziendale (nella sua composizione demografica, sociale e organizzativa e nei suoi bisogni espressi e potenziali) e della situazione aziendale attuale (politiche retributive e sistema di welfare riconosciuto). 

3. Disegno

Redazione del piano di welfare con indicazione dei destinatari, del contenuto e delle modalità di erogazione e fruizione dell’offerta di welfare.

4. Coinvolgimento 

Una volta definito, il piano deve essere comunicato ai lavoratori. Questa fase è particolarmente importante e delicata perché può determinare la riuscita di tutto il progetto. I lavoratori potrebbero infatti non comprendere il sistema e non aderire all’offerta proposta. Pertanto è fondamentale comunicare con gli strumenti idonei il valore del piano di welfare, i vantaggi e le modalità di fruizione per massimizzare il coinvolgimento.   

5. Rendicontazione

La frequenza dei cambiamenti personali e organizzativi invita a una revisione periodica del piano di welfare, attraverso indagini di soddisfazione dei lavoratori e di valutazione degli indici di raggiungimento degli obiettivi aziendali, per intervenire velocemente in presenza di scostamenti.

Il welfare aziendale rafforza il welfare del Paese, aumentando il potere di acquisto dei lavoratori e contribuendo a garantire un sistema di assistenza sociale. 

Per questo motivo e con lo scopo di promuovere e incentivarne l’utilizzo, il welfare è soggetto ad una disciplina fiscale agevolata (da analizzare in base ai singoli benefici inclusi nel piano), che garantisce la sostenibilità economica degli interventi da parte del datore di lavoro e aumenta il valore percepito per i lavoratori.

A tutto welfare!   

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